A New Frontier For Art

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La  OneUp-Art  nasce come corrente e filosofia artistica dalla creatività di Davide  Costantini, pittore sempre volto al superamento di barriere figurative appartenenti a tecniche aventi linguaggi prettamente accademici e convenzionali.  Nella pittura pone in essere colori che trasformano il volume e il colore dell’immagine al cambiare della luce, proponendo prospettive che  vanno oltre alla logica del chiaro scuro per attingere ad un gioco di volumi dato dalla fonte luminosa stessa e dall’angolazione  prospettica con la quale la stesa si proietta sull’opera stessa.

L’opera diventa viva creando movimenti e luminosità differenti, nonché liberando colori che sui riflessi della luce del giorno, o artificiale, talvolta sembrano scomparire dentro la tela per riproporsi vivacemente in circostante di luce differenti. Tale effetto si avverte anche muovendosi attorno all’opera. In varie circostanze la lucentezza  dell’immagine emerge proprio quando  attraversata da un filo di luce.

Mentre tutto intorno si spegne, le opere di Costantini s’accendono“, proprio a dare un  senso  di controtendenza  dell’arte rispetto al tempo e creando un sillogismo di eternità dell’arte stessa ed un superamento del tempo che penetra nella profondità del concettuale. Il sillogismo con la musicalità delle opere pittoriche, si accosta a quello della tastiera di un pianoforte, dove la differente pressione di un tasto, modifica il volume del suono, così la differente intensità luminosa fa cambiare la metaforica musicalità dell’opera attraverso colori più o meno  accesi. A battere il tempo sui colori delle opere di Davide è l’intensità o meno dei raggi del sole, così come una pianola elettrica trasforma il suono in qualcosa di più metallico, così i colori argentei e dorati risplendono al battere della luce artificiale, facendo vivere cromatismi inaspettati.

E qui subentra un altro concetto nella  versione  OneUp- Art pittorica di Costantini: “l’effetto  sorpresa”. I quadri diventano metafora anche della quotidianità della vita umana e degli alti e bassi che  ognuno percorre intimamente nella propria esistenza. Così i colori si saturano e si accendono  a rappresentare i diversi momenti dell’animo umano. La straordinaria capacità di fotografo e artista è sviluppata anche nella OneUp-Art versione Hi-Tech. Qui la tecnologia si sostituisce al pennello ma non né snatura il valore filosofico e concettuale dell’immagine. Anzi, talvolta lo valorizza, utilizzando più immagini che fuse assieme, sono in grado di portare l’osservatore a tuffarsi nel passato, per poi catapultarsi nel presente con una prospettiva futura. Un legame tra presente passato e futuro che, per contraddizione alle nuove tecnologie ed ai sistemi di facilitazione della  costruzione e acquisizione dell’immagine, obbliga ad una  attenta riflessione.

Non è lo strumento che si utilizza importante, né la conoscenza perfetta della tecnica con cui lo si utilizza, che comunque si trova in Costantini, quanto il pensare all’immagine. Immagine che di per sé nella OneUp-Art, trova un concetto compiuto solo se assemblata  creativamente con altre, in una sorta di puzzle che, senza l’unione di differenti scatti avrebbe dei tasselli mancanti per chiudere quel cerchio dove presente, passato e futuro si ritrovano senza sovrapporsi.

È con questa tecnica che è stata realizzata la mostra legata a Dostoevskij e l’Italia, esposta  al  Museo Letterario Dostoevskij di Mosca nel 2016. Mostra che ha avuto un grande successo in termini di visitatori e interesse da parte dei Media Russi. Costantini  è riuscito a descrivere  il valore di Dostoevskij  e il suo rapporto con l’Italia, in venti opere . L’esposizione  è bene descritta nella recensione del giornalista Filippo Paganini, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria. Un altro passo in avanti della OneUp- Art avviene nel 2018, dove Costantini unisce la  tecnica pittorica con la versione Hi-Tech della sua corrente.

La mostra esposta al Museo Dostoevskij di San Pietroburgo, per la ricorrenza del centocinquantesimo  anniversario della permanenza dello scrittore Russo a Firenze, è dedicata non solo al soggiorno di Dostoevskij nel capoluogo toscano, ma anche alla conclusione del celebre romanzo “L’Idiota” che Dostoevskij finì di scrivere nel 1868, durante il periodo fiorentino. Una  mostra  entusiasmante  che ha avuto il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo Ministero degli Esteri, in qualità di sostegno morale ad un artista che, con la sua creatività, le sue opere e il suo impegno, attraverso la figura di Dostoevskij, ha contribuito a incrementare l’amicizia culturale e artistica tra l’Italia e la Russia nella trasversalità propria dell’universalità dell’arte.

Davide Costantini, ideatore della corrente artisitica OneUp-Art, ponte di collegamento culturale tra la Russia e l’Italia.

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