“Fusa”

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OneUp-Art, opera a due mani – La fusione perfetta tra la pittura e la fotografia. Una nuova frontiera dell’arte.  Da una idea di Davide Costantini
Autori dell’opera: Davide Costantini e Andrea Ciardi
Dimensioni 50x70cm – Tecnica OneUp-Art

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Da tempo sperimentavo la OneUp-Art come la perfetta fusione tra la fotografia e la pittura. Volevo uscire dai classici stereotipi di passare i colori su una fotografia modello Pop Art. Avevo pensato a qualche cosa di nuovo, di assolutamente originale. D’altronde portare l’orizzonte dell’arte su piani nuovi credo che oramai sia scolpito nel mio DNA, e la fusione perfetta tra pittura e fotografia era una sfida irresistibile che mi teneva alzato di notte e non mi faceva dormire di giorno. Mi concedevo qualche attimo di riposo verso pranzo, quando con una mela in mano e un pezzetto di formaggio mi sedevo nella poltrona di casa. Alzandomi dal tavolo, che io chiamo scherzando “della creatività”, dove su tele, pezzi di carta, fotografie e computer, spazio nell’universo della fantasia e creo le mie opere, accesi la TV e mi concessi qualche minuto per consumare il mio ricco pranzo. Una mela o una pera con il formaggio sono uno dei miei piatti preferiti. Anche se devo riconoscere che come chef, quando cucino, potrei sfidare molte persone che ho visto in tv, ma questa è un’altra storia e chissà che un giorno non vi racconti qualche mia originale ricetta di cucina. Incredibilmente buona!!! Dopo circa un ora mi svegliai di soprassalto, il mio cellulare si era messo a squillare, mi accorsi che metà della mela era finita per terra mentre nell’altra mano tenevo ancora il pezzetto di formaggio che avevo mangiato per metà. Avevo capito di essere stato colto da un colpo di sonno. Mi sentivo già meglio ma avevo interrotto le mie ricerche. Da una parte ero felice di essermi riposato dall’altra ero felice di riprendere le mie fantasie artistiche.

La ricerca della fusione perfetta tra fotografia e pittura mi dava una energia irrefrenabile. Sapevo, sentivo che ci sarei arrivato. Vidi sul cellulare che qualcuno mi aveva cercato su Twitter attraverso un messaggio diretto a me. Incuriosito lo lessi. C’era scritto: “Buongiorno sono Andrea Ciardi, sono il fratello di Antonio Ciardi. Mi piacerebbe incontrarla perché so delle sue imprese artistiche in Russia e la sua arte innovativa mi colpisce molto. Anche io sono un artista e da anni sto facendo degli studi sui colori. Le lascio il mio numero di telefono…nella speranza di poterla conoscere presto le rivolgo cordiali saluti”. Anche lui era di Spezia e quindi per me incontrarlo era facile perché stavamo nella stessa città. Ricevere quel messaggio mi fece molto piacere, un artista che mi faceva i complimenti per quello che stavo facendo era per me molto gratificante. E poi era il fratello di un mio caro amico, Antonio Ciardi, un istruttore di Sub che ha girato il mondo facendo immersioni negli atolli più sperduti e che fa fotografie subacquee di rara bellezza. Ero molto felice di incontrarlo. Il giorno dopo lo chiamai e di lì a poco ci incontrammo a prendere un caffè in un bar vicino al mare. Quando lo vidi ebbi subito la sensazione di trovarmi davanti a un artista. Il vestito, l’andatura, lo sguardo, sono cose che si intuiscono tra artisti. Ci mettemmo a parlare per circa un ora e mezza, io della mia arte e lui della sua. Anche lui era un pioniere nell’utilizzo dei colori e nella tecnica. Aveva anche una laurea in Storia dell’arte che gli permetteva di vivere insegnando quella materia. Ma la sua passione era la pittura e ci capivamo al volo. Fu un incontro interessantissimo e mi invitò a casa sua a vedere le sue opere. Ero davvero curioso di vedere i suoi quadri.

Due giorni dopo andai da lui, fu gentilissimo, mi venne a prendere con la sua macchina e mi accompagnò nel suo appartamento che si trovava in una zona limitrofa al centro, non molto lontano da me. Nella casa, quando entrammo, un vivace cagnolino mi venne incontro. Era vivacissimo e molto cordiale, davvero simpatico. Con la sua vivacità strappo un sorriso a entrambi ed entrambi avevamo un’altra cosa in comune, l’amore per gli animali. In genere un artista ha una spiccata sensibilità verso tutta la natura e quella era già una conferma della sua sensibilità. Entrato nella casa mi trovai davanti ad opere interessantissime, dai colori vivaci e armonici che davano vita ad immagini legate ai paesaggi, alla natura morta, agli animali, alla fauna marina. Capivo di trovarmi davanti a qualcosa di nuovo. Era davvero innovativo. Mi avvicinai ad una delle opere per capire meglio e notai che i colori facevano cambiare il volume delle immagini. Non solo. Sembravano muoversi nella tela a tal punto che dopo un pò ebbi la sensazione che la testa mi stesse girando. Era il frutto delle sue ricerche. Usava colori di diverso tipo e li metteva assieme con una maestria davvero formidabile. Io che amo sempre le nuove frontiere mi accorsi di trovarmi davanti a qualcosa di nuovo. E quando qualcuno si inoltra avanti nell’arte come nella scienza non sempre viene capito come meriterebbe.

Dentro di me pensai, se fosse vissuto a San Pietroburgo, a Mosca, a Berlino, Parigi o New York questo ragazzo sarebbe già diventato un pittore famoso. Tenni per me il commento per timore di essere o apparire eccessivo. Ma ero davvero quello che pensai in quel momento. Andrea era davvero bravo e per me che ho una fantasia vivace trovare qualcosa che mi entusiasma non è proprio una cosa semplice. Mi venne subito un idea. Gli dissi: “perché non facciamo qualcosa assieme?”. Lì per lì penso a qualche esposizione dove ognuno portava le sue opere… . Poteva essere anche questo ma non era proprio la mia idea. Avevo pensato a qualcosa che andava nella direzione di quello che stavo cercando, la fusione perfetta tra la fotografia e la pittura. Per fortuna le idee non mi mancano mai e anche lì, tra quelle opere mi arrivarono incontro senza quasi che le cercassi. Sarà anche che quando mi trovo in mezzo a dei colori i miei neuroni celebrali iniziano a dare il meglio di loro stessi. E quei colori cangianti, che si muovevano naturalmente spostandosi dai punti di partenza per ritrarsi e riuscire fuori nuovamente devono avere contribuito ad accendere le mie fantasie artistiche.

Mi era venuta una intuizione geniale… si geniale, ma non lo dico per auto esaltarmi altrimenti avrei detto molto di più lasciando chiusa nel cassetto la modestia che in questi casi si accompagnerebbe solo all’ipocrisia. Era geniale perché avevo trovato lo spunto della fusione perfetta tra fotografia e pittura, una intuizione “baciata dal cielo”. Perdonatemi un po’ di auto esaltazione è solamente il frutto della felicità che ebbi in quei momenti e il ricordo mi rende ancora felice come quel giorno. Non stavo nella pelle e da un lato cercavo di trattenere quell’emozione per paura di perdere la concentrazione sull’idea che mi era appena sopraggiunta. Gli dissi: “superiamo tutte le frontiere”. Mi chiese un po’ stupito “Che significa?”. Risposi spigandogli la mia idea della fusione perfetta tra fotografia e pittura e gli dissi: “Facciamo delle opere a due mani, fondiamo due luoghi, due mentalità artistiche profondamente differenti, due tecniche, dando vita ad un immagine unica che nasce come fosse nata così fin dal principio.” Lì per lì rimase un pò stupito e non sapevo nemmeno se ero riuscito a trasmettergli il messaggio nella maniera giusta. Comunque la novità lo entusiasmò e accettò immediatamente.

Come nasceva l’immagine. Avevo pensato che facendo un opera a due mani già superavo la frontiera dell’egocentrismo del singolo artista e avrei portato le opere ad avere anche un elevato valore concettuale. L’arte come la vita può, deve trovare dei punti di incontro, di condivisione, di fare assieme e che partendo anche da poli opposti si potevano trovare dei punti di incontro capaci di realizzare opere di grande armonia e grande bellezza. Volevo unire la fotografia alla pittura per fondere delle immagini con il nuovo sistema che avevo trovato in digitale per poi tornare alla pittura. Ognuno dei due da parte sua doveva essere libero di esprimersi.

Non entrò nei dettagli tecnici anche perché sono un pò geloso delle mie intuizioni, è come chiedere ad uno chef che scopre il modo di fare una dolce sorprendente di raccontarvi la ricetta…e poi entrare troppo nel tecnico rischia di rompere l’incantesimo dato dal risultato dell’immagine. Un giorno lo racconterò, magari anche in una accademia dell’arte se verrò invitato a spiegare ai giovani studenti la OneUp-Art a due mani. Chissà, magari potrebbe succedere prima di quanto pensi o in Italia o in Russia. Per la verità in Russia ho già avuto incontri con Studenti delle accademie dell’arte di Mosca e di San Pietroburgo, ma erano venuti singolarmente a visitare le mie Mostre, ma è probabile che presto venga invitato nelle loro aule a fare una lezione su questo tema. Per concludere, riuscii a creare la fusione perfetta tra fotografia e pittura e Andrea Ciardi fu il mio compagno di viaggio in questa straordinaria avventura

Davide Costantini, ideatore della corrente artisitica OneUp-Art, ponte di collegamento culturale tra la Russia e l’Italia.

2 Risposte a ““Fusa””

  1. Grazie mille per aver raccontato e svelato gli affascinanti ed appassionati retroscena della nostra opera!

    1. Grazie a te, Andrea, per aver collaborato alla creazione dell’opera 😃

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