I Ragazzi del Gorkij Park

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Ieri sono andato a fare una passeggiata nello splendido parco di Gorkij Park. Un’altro gioiello di Mosca. Qui si confermano le tante magnifiche qualità della Russia e del suo splendido popolo. Non è una frase retorica, ma qualcosa che ho vissuto in prima persona e che voglio annotare in questo mio diario perché ne rimanga un ricordo sempre vivo e la speranza che un giorno quello che spesso non viene detto o raccontato possa emergere alla luce ribaltando tante cose ingiuste che ahimè spesso leggo o sento dire su Mosca e sulla Russia. Ecco perché mi sento di raccontare questa meravigliosa giornata in questo parco denominato anche Park Kultura o appunto Gorkij Park. Il nome di Gorkij Park gli venne assegnato nel 1932  in memoria dello scrittore russo Maxim Gorkij. Forse non tutti sanno che Maxim Gorkij è lo pseudonimo dello stesso Aleksej Maksimovič Peškov ma anche questa è una curiosità che merita una piccola menzione nel ricordare questo importante scrittore.

 Su questo scrittore su cui mi sono soffermato per qualche attimo davanti alla grande statua posta nel parco sono state tante le cose che mi sono venute in mente che di tanto in tanto anche durante la mia passeggiata mi si riaprivano come flash su di lui. Un uomo con un’infanzia difficilissima, rimase orfano a soli dieci anni e con il dolore nel cuore, andò a vivere dall’amatissima nonna che era un’abilissima narratrice di racconti popolari.  Forse proprio da quei racconti prese quello spirito ribelle anti zarista che abilmente descrisse nei suoi romanzi e che lo portarono ad essere considerato il padre della corrente letteraria definita come realismo socialista. 

Ma mentre camminavo su e giù per quel meraviglioso parco faticavo ad immaginarmi come poteva essere difficile per il popolo russo vivere nel periodo dello Zar prima e dell’Unione Sovieta dopo. Passeggiando per Gorkij Park una cosa è chiara. Questa gente ha saputo fare grande tesoro degli errori del passato, ha saputo cogliere dalla propria storia gli aspetti più positivi. È riuscita a fondere assieme l’immagine e le migliori esperienze del proprio passato spazzando via da sé tutte le negatività. Questo è oggi Gorkij Park, una delle immagini di come sia  la Russia Contemporanea. Moderna, culturale, organizzata, aperta, libera e felice. Non è facile dire felice, ma qui ho trovato davvero nei volti dei ragazzi di Gorkij Park quella spontanea serenità e felicità che mi hanno aperto il cuore.

 Qui si trovano ragazzi moderni che passeggiano assieme in un luogo verdeggiante, pulito, ben curato. Sono ragazzi che rispettano l’ambiente dove vivono, lo amano. Questo luogo, come per altro anche i luoghi, periferici di Mosca dove si respira la sensibilità verso la natura e gli spazi pubblici. È un fatto di Cultura, certo ma anche di tanta buona educazione. Sanno che i loro giardini, parchi, spazi sono come la loro casa. Qui nessuno getta una carta per terra, una lattina, una bottiglia di plastica. Perché sanno che vivere nel rispetto dell’ambiente serve a rendere più sana e piacevole la loro passeggiata e la loro giornata.

Qui i ragazzi si sdraiano nei prati che spesso sono attrezzati con moderne e confortevoli attrezzatura per rilassarsi. E non parlo esclusivamente di panchine dove sedersi ma di grandi puff in mezzo ai prati o sdraio ergonomiche dove potersi fare anche un sonnellino senza che nessuno ti disturbi. Come quelle poste lungo il perimetro del laghetto balneabile. Un laghetto che si può percorrere anche con i pattini a noleggio o piccole barchette a remi. Un laghetto tenuto pulitissimo su cui in un lato hanno posto una spiaggetta di sabbia bianca finissima su cui ci si può sdraiare a prendere il sole. Mai vista tanta bella organizzazione, mai pensavo che avrei potuto farmi un tuffo nel laghetto di Gorkij Park. E con grande dispiacere non mi sono portato dietro asciugamano e costume. Ma ho immortalato delle fotografie con il telefonino a dimostrazione che quello che ho visto non è il frutto della fantasia ma semplicemente di una meravigliosa realtà aperta gratuitamente a tutti.

Mi sembrava di essere finito in un circolo esclusivo di qualche club del golf dove possono entrare solo i miliardari con le loro famiglie. Ma qui è per fortuna diverso. I luoghi più belli ed esclusivi sono quelli pubblici che tutti possono frequentare senza distinzione di portafoglio e soldi in tasca. Qui ti sentì davvero libero di passare una bella giornata. Sdraiarti in un prato a suonare la chitarra o metterti in costume a giocare a beach volley. Sembra incredibile…a beach volley nel centro di Mosca. È proprio così. A beach volley…in una area progettata come una spiaggia che è stata attrezzata per questo sport.  Ma le attrezzature non si fermano certo qui. I ragazzi più intrepidi e forse un pò spericolati hanno i loro spazi per dare vita a fantasiose acrobazie con gli skateboard o con i monopattini. E come se si aspettassero tra amici che non si sono mai visti, quando si trovano assieme si parlano, si scambiano consigli si aiutano a capire come fare un salto con la tavola a rotelle. Dialogano, comunicano si divertono assieme. È stato bello soffermarmi a guardare le loro piroette acrobatiche, fare grandi salti accompagnati ad altrettanti sorrisi.

Quanta energia esprimevano con quelle tavole, quanta spensieratezza, quanta allegria. Volevo quasi avvicinarmi a loro a chiedere se mi facevano provare. Era una energia che ti contaminava. Mi sono avvicinato ma poi ho guardato bene la pista, ho guardato le mie ginocchia e sono stato fulminato all’improvviso da una irriverente prudenza che mi ha frenato. Non saprò mai se le mie ginocchia sarebbero rimaste illese e se il mio equilibrio in una pista da skateboard sopra ad una tavola mobile su quattro rotelle mi avrebbe dato una compiacente pacca sulla spalla o mi avrebbe fatto fare una spiacevole ruzzolata. Va bene così, era già bello essere lì dove i sorrisi e l’allegria ti entrano addosso e ti contagiano. E tutto questo tra roseti, percorsi verdeggianti e piante rigogliose. Tra laghetti, cigni che ti guardano come se capissero che gli vorresti scattare una foto e germani che si avvicinano tanto quasi da farsi accarezzare nella speranza che gli dai qualcosa da mettere nel becco.

Tra ragazze che accarezzano i fiori per fargli una foto e gruppi di persone che stanno assieme per provare gli effetti della ginnastica aerobica. Con un istruttore preparato messo a disposizione  dalla struttura per chiunque voglia, gratuitamente, fare un po’ di esercizio seguito da un esperto. Ma anche la zona del Ping pong dove per trovare un tavolo per giocare non devi pagare un affitto ad ore l’importante è che ti porti con te la racchetta e la pallina e un amico con cui giocare ma se sei solo c’è sempre qualcuno disponibile con cui fare una partita. Qui non hanno paura di chi non conoscono perché sanno che nulla di strano può succedere un po’ per i controlli che funzionano in modo straordinariamente efficiente, efficace e non invasivo, un po’ perché si fidano l’uno dell’altro.

 È un popolo unito e solidale e si respira anche da queste piccole cose. Tutto questo a fianco del fiume Moskva in un parco grande 122 ettari dove gli angoli verdeggianti si specchiano tra i laghetti balneabili e le grandi fontane dove gli alti schizzi di d’acqua seguono le onde sonore della musica. Che scandisce il ritmo di musica classica e pop da casse stereo poste al centro della fontana stessa. E poi pub che si confondono con il territorio posizionati in strutture costruite con materiali e tecnologie che rispettano l’ambiente. E ciringhito dalle forme simpatiche dove si possono  prendere macedonie di frutta fresca, spremute o centrifughe. Bellissimo.

Non mi posso stancare di dirlo. Non mi posso stancare di fotografare. Gli angoli verdi, le fontane, le passeggiate, i laghetti, i momenti di aggregazione, le singolarità di questo luogo. È troppo affascinante, entusiasmante ricco di energia positiva.  Ma non è solo questo che già sarebbe tanto. È che qui ci sono mostre a cielo aperto, esposizioni Fotografiche, pittoriche, concerti, spettacoli teatrali. A pubblica disposizione. Che vuol dire disponibili anche a chi non ha reddito. Perché la cultura è un patrimonio di tutti e qui la mettono a disposizione di tutti. Senza fare differenze tra chi è ricco e chi non lo è.  Ma una cosa, al di là della meraviglia di questo luogo e dei suoi spazi mi ha colpito profondamente. Ed è l’educazione verso le cose pubbliche, la compostezza, la capacità di divertirsi assieme solidarizzando l’uno con l’altro, l’eleganza, la cura che hanno verso di loro stessi, la semplicità, la modernità, la gioia di vivere, i sorrisi, dei ragazzi di Gorkij Park, dei ragazzi di Mosca, dei ragazzi Russi. Si può capire solo se si viene qui, si può capire solo se non si hanno preconcetti e pregiudizi, si può capire se si ha una mentalità cosmopolita ma soprattutto lo si capisce quando vedi e vivi la realtà di persona. Davvero una giornata da ricordare.

 

Davide Costantini, ideatore della corrente artisitica OneUp-Art, ponte di collegamento culturale tra la Russia e l’Italia.

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