Ingresso nella Notte di Luna

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Una giovane donna seduta in una panchina in una luminosa notte, in un parco, sotto un albero, davanti un tranquillo laghetto. Beatamente e armonicamente immersa con il suo abito bianco sotto i raggi della luna, tanto da apparire un riflesso della luna stessa .

Teneramente assorta nella tranquilla pace della sera. Tutto sembra silenzioso, mi sento immerso in quell’opera, mi sembra di sentire il rumore delle foglia mosse da un leggero venticello primaverile. Che pace!!! Forse troppa…cominciai a pensare mentre guardavo l’opera. Ma quel momento magico, forse è solo il sogno di una umanità poco abituata alla pace. Quindi perché troppa…è normale. Ma nella mia testa quando entro in un quadro non posso non pensare a qualche situazione differente, mi viene spontaneo come se ogni volta mi si accendesse una lampadina a intermittenza. Quadro, idea, creatività, immaginazione, trasformazione. È più forte di me di concetto ma espressione di grandissime capacità tecniche. Pensavo a loro, guardavo il quadro, che a mio avviso faceva trapelare anche un certo romanticismo, ma era solo una mia impressione. Ma che volete un quadro apre in ognuno un sentimento diverso e io in quella donna al chiaro di Luna, sotto un albero, con un vestito bianco elegante, distesa come se tutti i problemi della vita fossero volati via nella contemplazione notturna della natura, beh l’immagine mi riuscii a toccare anche il cuore non solo la mente. E lì mi immaginai al di là del chiaro di luna, il buio della notte che circondava tenebroso lo spazio circostante.

E mi chiesi: “Intorno non c’è nessuno?”. E provai a pensare quella scena come se fosse vera. Come se fosse davvero reale. Una donna sola, in un parco, di notte… . Vedevo quella donna assorta nella sua tranquillità, bella, libera e serena. Mi venne allora in mente che dovevo fare qualcosa perché nessuno potesse romperle quell’incantesimo. Una specie di super eroe fluorescente, quasi impalpabile, assolutamente silenzioso che come un gigante la proteggesse senza farsene accorgere. Ma con una presenza tanto imponente che nessuno o nulla avrebbe potuto minacciare quella tranquillità. Sì, tutta fantasia è chiaro ma l’idea del supereroe buono, quasi elettricamente evanescente mi piaceva. Lo vedevo già dietro alla donna come un angelo custode dei tempi d’oggi. Una sorta di Ufo Robot miscelato con l’uomo ragno ma ancora più particolare più affascinante più potente.

Poi mi venne in mente che quella donna potesse rappresentare la pace, la libertà in un mondo libero dai pericoli e quel gigante hi-tech divenne nella mia mente come l’umanità stessa capace di difendersi e proteggersi, una umanità colorata capace di rendere il mondo un’oasi di pace nell’universo. Un mondo libero da tutte le paure. Dove la luce della luna servisse per illuminare i sogni di tutte le persone. Mi piaceva e avevo in quel modo, in quell’opera piena di riferimenti concettuali che avevo trovato, unito il XIX secolo con il XXI e la distanza dei secoli arrivava senza snaturarsi ma raggiungendo una nuova armonia. Tutto era completo nella mia fantasia, ma una volta che l’immagine mi appare nella mente poi la devo realizzare. Soprattutto per me che a quel punto voglio vedere la mia fantasia diventare un’opera d’arte e mettere un altro pezzo del mosaico nella storia infinita della creatività.

Davide Costantini, ideatore della corrente artisitica OneUp-Art, ponte di collegamento culturale tra la Russia e l’Italia.

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