Lo Sguardo e Il Pensiero

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Ho appena finito di cenare, una cena per la verità abbastanza veloce. Un pomodoro, una mozzarella e una fetta di pane. C’è tutto. Carboidrati, vitamine e proteine. Ottima cena. Mi considero fortunato. Ho appena spento la televisione e sono stato sommerso da brutte notizie dei telegiornali. Sembra che il mondo sia fatto solo di tristi situazioni. E in effetti a sentire tutto ciò che succede mi viene un pò di tristezza. Tanta tristezza…Che umanità c’è, troppa violenza, troppa indifferenza verso le sofferenze della gente. Qualche spazio in TV e poi una cosa peggiore prende il sopravvento e i drammi precedenti vengono dimenticati. Si vede la guerra, potenze che minacciano miseria, gente che perde il lavoro, migranti che muoiono in mare. Povera gente sfruttata da altra gente senza scrupoli. Corse al denaro senza rispettare niente e nessuno. Gente che perde il lavoro, la burocrazia che soffoca la libertà dei cittadini, l’Europa che litiga con se stessa, un coreano che si diverte a lanciare missili in aria invasato da deliri di onnipotenza. E intanto gente terremotata a poche centinaia di chilometri da casa mia che ancora aspetta di avere una casa dove vivere. È sempre più persone costrette a dormire in macchina perché non ce la fanno a pagare l’affitto. Tutto normale? Ma proprio per niente!!! E nessuno fa niente? In Africa c’è ancora gente che non ha acqua e bambini che muoiono di fame.

E mentre quella gente soffre drammi insopportabili petrolieri ricchi vanno con grandi trivelle a devastare la natura per cercare il petrolio e gonfiarsi i conti correnti a dismisura. È tutto normale? E intanto un cretino scende di casa e getta un sacchetto della spazzatura per la strada e un altro scemo fotografa quel sacchetto per mettere l’immagine sui social network e fare ricadere la colpa sull’amministrazione comunale che non è del suo partito. Un calciatore può guadagnare all’anno più di cento o mille volte la paga di un operaio e la domenica allo stadio quelle stesse persone che guadagnano mille volte di meno vanno ad inneggiare quel fenomeno che tira calci ad un pallone. Mentre un medico che è impegnato tutti i giorni, dalla mattina alla sera a salvare vite umane non è considerato da nessuno e spesso non ha nemmeno la possibilità di avere tra le mani quegli strumenti che gli permetterebbero di fare meglio. Perché? Mi pare
davvero assurdo, inconcepibile.

E mentre la gente non ce la fa per le troppe tasse da pagare e qualcuno che aveva una azienda si suicida perché non è riuscito ad accettare un umiliante fallimento altri imprenditori spregiudicati falliscono a più riprese utilizzando prestanomi e sbattendosene altamente dei lavoratori. Intanto grandi aziende in nome della globalizzazione vanno a produrre
in Stati dove non ci sono diritti per i lavoratori e nemmeno fanno caso se a lavorare per oltre quindici ore al giorno sono bambini o adulti. E nessuno ha il coraggio di dire: Fermatevi!!! Il denaro, il business non valgono, non possono valere la sofferenza e lo sfruttamento degli uomini. Ma erano solo dei miei pensieri, inascoltati. Ero lì a casa seduto con il mio piatto ad ascoltare cosa succede
nel mondo. Allo stesso tempo ho pensato che c’è tanta gente che lotta tutti i giorni per cercare di portare un po’ più di umanità al mondo. Lo fanno in mille forme diverse, attraverso il volontariato, attraverso la cultura, attraverso l’arte, in tanti modi…Cercano di mandare messaggi di pace, di solidarietà. Mi piacerebbe che ci fosse un telegiornale dedicato anche a tutti loro. Ma sono solo
pensieri nella mia testa. Se si divulgassero i gesti quotidiani di solidarietà forse tutta la gente a forza di vederli ne seguirebbe l’esempio. Magari diventassero miliardari tutti i volontari, chi si sacrifica per il bene degli altri.

Sono certo che utilizzerebbero le risorse per aiutare ancor di più il prossimo e non solo per se stessi. Spero che un giorno tutte le televisioni facciano un TG anche dedicato alle cose buone che succedono nel mondo. E martellino tutti i giorni e tutte le ore su queste. E che l’eroe possa diventare colui che mette la sua creatività, il suo impegno, il suo tempo non solo per se stesso ma per
aiutare a crescere l’intera collettività. Immerso da tutti questi pensieri sentivo quel pomodoro e quella mozzarella con quella fetta di pane che digerivo a fatica, rimanere sospesa tra lo stomaco e l’intestino che si trovava in diretta connessione con le tristi notizie che avevo appena ascoltato e i miei pensieri. E mi dicevo se l’uomo avrà la forza di capire, di pensare, che l’egoismo, la malvagità,
l’invidia, l’arroganza, la prepotenza, la violenza, l’ipocrisia, servono solo a rendere più arido il mondo, più triste, più malato, più cupo. Se i nostri sguardi fossero l’espressione di una umanità che si ritrova nella pace, nel rispetto degli uni verso gli altri, nella reciproca fiducia, dove ognuno fosse libero di valorizzare le proprie capacità perché volte alla crescita non solo del proprio benessere
ma del benessere comune allora tutti sarebbero a mio parere più felici. E mi sono detto che forse questo pensiero è troppo elementare. E subito dopo mi sono posto un’altra domanda: perché il mondo non è capace di realizzare cose elementari? Forse è solo un illusione ma forse è solo un sogno che si potrebbe concretizzare se ognuno nel proprio piccolo o grande che sia facesse la sua parte con un po’ più di onestà e amore verso gli altri. Dentro questi pensieri, decisi di mettermi a disegnare un volto che rappresentasse il tentativo dell’umanità di esprimere un pensiero collettivo di pace.

Mi misi a dipingere e una volta finito decisi di trasformarne successivamente alcuni tratti come se richiamassero a questo pensiero. Ma quando il pensiero coincide con lo sguardo esso può assumere vari colori e sfumature di bianco e di nero che entrano in una linea di confine tracciata dallo sguardo con il pensiero stesso. E l’immagine diventa lo specchio di un pensiero in movimento che sereno e pacifico abbraccia lo sguardo stesso. Una immagine complessa e semplice e allo stesso tempo elementare. Era la mia idea in quel momento…Un tutt’uno, un’immagine sola, uno sguardo ed un pensiero che fondessero assieme la pace e la libertà.

Quale è lo sguardo e quale il pensiero se essi si specchiano senza condizionamenti e senza paura di esprimersi, sapendo che ognuno di essi è volto a contribuire al bene dell’umanità? A questa domanda ho provato a dare un’immagine. A realizzare con la mia fantasia un volto che rappresentasse lo sguardo e il pensiero e che lasciasse liberi di pensare quale sia l’uno e quale l’altro, perché tanto volevo che coincidessero. A me così piacerebbe vedere sempre gli uomini, gente che collabora e che si aiuta, e dove, senza  false ipocrisie, nei propri volti si specchiasse il loro pensiero complesso ed elementare di pace e libertà.

Davide Costantini, ideatore della corrente artisitica OneUp-Art, ponte di collegamento culturale tra la Russia e l’Italia.

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