Meglio la Pace che la Ritirata

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Mi trovavo nella Galleria di Tretyakov, uno splendido Museo nel centro di Mosca. Ogni volta che vengo a Mosca non perdo l’occasione di fare una visita a questa meravigliosa pinacoteca. Forse lo faccio anche come gesto di gratitudine verso un magnate dell’arte russa dell’epoca.
Un mercante che sosteneva moltissimi artisti Russi comprandogli i loro quadri . Questo generoso e appassionato collezionista acquistò centinaia di quadri dalla prima metà dell’Ottocento fino quasi alla fine dello stesso secolo. Fino a che nel 1892 donò la sua splendida collezione alla Nazione Russa che ne fece uno splendido Museo.

Questo Signore si chiamava Pavel Mikailovich Tretyakov e al suo nome fu dedicata la pinacoteca di artisti Russi più grande del mondo.. Ero andato nella galleria per rivedere il quadro sul ritratto di Fëdor Dostoevskij realizzato dal pittore russo Vasilij Grigorevič Perov. Camminavo nelle sale espositive girando la mia testa come una pallina da ping pong che rimbalza da una parte all’altra del tavolo da gioco. Lo sguardo passava  velocemente da una parete all’altra, dai quadri barocchi di Alexsej Antropov a quelli di Ivan Nikolaevic Kramskoj che tra le sue meravigliose opere fece il famoso quadro dal titolo “La donna ignota”.

Mentre camminavo in mezzo a tanto splendore cavalcando stili che passano attraverso il Barocco, il neoclassico, il romantico, il realismo fino ad arrivare all’impressionismo russo, pensavo ad un film che avevo visto la sera prima in televisione. Il film era “Lezione di Sogni” del regista Sebastian Grobler la cui parte principale era stata magistralmente interpretata dall’attore tedesco Daniel Brühl. La trama di quel film mi aveva commosso e ancora mi portavo dentro le immagini di quella storia emozionante. Quella di un professore di Inglese che nel periodo dell’epoca imperiale tedesca, trovò l’escamotage di insegnare ai suoi allievi, reticenti verso la la nuova lingua, attraverso il gioco del pallone. Portando per la prima volta il gioco del calcio in Germania.

Quell’insegnante dovette combattere contro lo scetticismo dei suoi metodi originali con i genitori di molti ragazzi e con una buona parte del corpo dei docenti che avevano vedute retrograde e severe poco propense all’accettazione delle più ampie vedute didattiche e moderne del giovane Professore. Il quale non si limitava solo a insegnare la lingua ma ad insegnare loro un atteggiamento verso la vita più aperto e solidale, verso loro stessi e il prossimo, basato sulle regole del rispetto reciproco, nella libertà d’espressione e del libero pensiero. Una vera e propria guerra dentro una scuola dove regnavano i potenti finanziatori dell’Istituto a discapito di un mondo che vedeva gli ultimi subire i soprusi dei ricchi prepotenti.

Quel professore seppe vincere la sua battaglia con la sola forza delle sue idee e mi chiedevo dentro di me, quanta gente ha dovuto lottare per cercare di rendere il mondo migliore, più giusto, più solidale, più pacifico. E che rimaneva dell’esercito francese del 1812, dopo avere tentato di invadere la Russia. Una guerra spietata che fece centinaia di migliaia di vittime sui campi di battaglia e che segnò la fine di Napoleone. Mi chiesi quali squilibrati possono avere in testa l’Idea della guerra e quanta sofferenza i conflitti hanno portato alle genti. A guardare quel quadro pensai che oltre al dolore delle famiglie che perdono i loro cari nelle battaglie, le guerre lasciano l’immenso vuoto delle persone che muoiono e che se fossero vissute in un mondo in pace chissà quante cose meravigliose avrebbero potuto lasciare all’umanità con leloro vite. Fra di loro ci saranno stati musicisti, artisti, fabbri, artigiani, ingegneri, architetti, contadini… . Gente costretta dal potere a fare guerre senza senso. Le guerre non servono a nulla!!! Solo a provocare sofferenza e dolore. Nel guardare quella ritirata, in quel quadro, mi venne in mente quante ritirate nel corso della storia saranno state fatte e quanta gente ha dovuto subire le scelte scellerate di malate manie espansionistiche e di grandezza dei potenti di turno. È sempre il popolo che subisce le guerre e l’umanità tutta che perde. La storia non insegna nulla? Non è forse meglio la pace delle ritirate? È si, perché se c’è la pace non c’è bisogno di fare alcuna ritirata!!! Quel quadro mi fece venire in mente Raskolnikov, il personaggio chiave di Delitto e Castigo di Dostoevskij che pensava di giustificare il fatto di avere ucciso due donne per volere emulare la figura sanguinaria di Napoleone. Grande Dostoevskij a raffigurare le brutalità insite negli animi umani e l’amore come migliore mezzo di contrasto a false giustificazioni di deprecabili comportamenti capace di scuotere le coscienze.

Mi venne voglia di gridare con tutta la forza che avevo dentro :”ma vogliamo cercare di volerci bene”.
Ma se avessi gridato una cosa simile mi avrebbero preso per matto. Uno perché ero Italiano e lì non mi avrebbe capito nessuno, due perché io non amo urlare e ho anche la voce un pò bassa e pertanto avrei fatto una scena che mi sarebbe riuscita male. Lo tenni nella mia testa e quell’urlo lo feci dentro di me. Poi continuai a guardare quel quadro di quella malconcia ritirata. E mi dissi che dovevo fare qualche cosa per riportare quell’opera all’attenzione dell’umanità. Mi venne in mente un tram con i binari che attraversavano quel tragico cammino. I binari a significare un percorso diverso e pacifico, la speranza di un presente che tiene nella memoria gli errori del passato per cercare di non commettergli mai più. Un presente che si fondesse con il passato per
percorre un binario che si proiettasse verso la pace. E il tram come simbolo dell’umanità che si raccoglie assieme e unita affronta il viaggio della vita, unità e pace per viaggiare tutti in un modo più bello e sicuro. L’immagine l’avevo costruita nella mia fantasie. C’era… !!! Forte e chiara. Riuscii a mettere assieme i pezzi dell’immagine che avevo nella mente. Avevo reso contemporaneo ciò che
apparteneva a più di due secoli fa. Riportando alla memoria le sconfitte dell’umanità, legandole al presente nella speranza di un mondo migliore. Dove ognuno, con il suo impegno, con le sue possibilità, dovrebbe contribuire a
realizzare.

Davide Costantini, ideatore della corrente artisitica OneUp-Art, ponte di collegamento culturale tra la Russia e l’Italia.

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